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Direttore responsabile: Dr. Dario de Judicibus - ISSN 1824-8950


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domenica, 29 maggio 2005

La Legge del Fumo

Su «La Repubblica» di ieri è stato pubblicato un articolo che rivela come a Palazzo Chigi sembra venga del tutto ignorata la legge antifumo. Responsabile di questa situazione, sembra, il Ministro Fini, complice un altro Ministro: Calderoli.

Se questo fosse vero, ci troveremmo di fronte a una situazione veramente grave. Qui, la mia opinione personale sulla legge non ha alcuna importanza, né lo ha il fatto che la legge riguardi un peccato veniale o mortale. Il punto è che stiamo parlando di due Ministri che violano pubblicamente una legge dello Stato. E tenete presente che sarebbe comunque grave anche se si trattasse di una forma di protesta politica contro una legge ritenuta ingiusta, dato che le leggi vanno cambiate, se si ritiene di doverlo fare, non vanno violate. Ma qui il problema non è neanche questo. Infatti lo stesso On. Fini si è acceso una sigaretta anche alla cena di gala dell'Italian Investor Conference a New York, anche se in quella città è permesso fumare solo all'aperto o nelle abitazioni private. Insomma, il problema è che all'On. Fini piace fumare e quindi fuma, legge o non legge.

Ecco perché parlo di situazione grave. Perché se un Ministro viola una legge semplicemente perché non è disposto a rispettarla, allora tutto il nostro apparato legislativo è deligittimato. Ci sono leggi ben più gravi della legge antifumo, leggi come quella, ad esempio, sull'affido esclusivo, responsabile della sofferenza di migliaia di bambini e della morte di tanti genitori, oltre che assolutamente incostituzionale. Che dovremmo fare allora noi di fronte a una legge ingiusta? Ignorarla? Dopotutto, se lo può fare un Ministro, perché non noi? Se la Legge è uguale per tutti, allora non lo è anche il diritto di violarla impunemente?

A questo punto sono evidenti le conseguenze di un gesto così sconsiderato da parte di ben due Ministri. Sotto un certo punto di vista il loro atto non rappresenta solo un reato, in quanto violazione di una legge, ma una vera e propria apologia di reato, a causa del ruolo rappresentato da Fini e Calderoli, ovvero di massimi rappresentanti dello Stato.

Tutto ciò è inaccettabile. Per cui, o i Ministri in questione si impegnano da adesso in poi a rispettare tutte le Leggi dello Stato, oppure che si dimettano, perché spetta a loro dare per primi il buon esempio. Se non ci riescono, se sono così dipendenti, allora lascino il compito a chi è in grado di garantirlo. E poi, non è forse l'On. Fini quello che ha sempre dimostrato rigore verso chi si droga? Ebbene, che sia altrettanto rigoroso verso se stesso, adesso, se non riesce a dimostrare abbastanza forza di volontà per mantenere un comportamento conforme alla sua posizione.

Pubblicato da: dejudicibus alle 23:49

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Rubriche: politica, societa, cronaca, ita , sanita


Commenti
#1   30 Maggio 2005 - 11:49
 
E' vergognoso,ma d'altronde non siamo lo stesso Paese in cui il presidente del Consiglio si fa le leggi a suo uso e consumo?
Quanto alla droga, siamo lo stesso Paese che ha per ministro per il mezzogiorno un cocainomane.
utente anonimo

#2   30 Maggio 2005 - 12:51
 
Forse qualcuno si potrà stupire, ma penso che questo caso sia in un certo senso più grave delle accuse che molti fanno a Berlusconi di farsi le leggi a proprio uso e consumo.

Infatti Berlusconi, anche se sembra che l'orientamento al voto sia cambiato, è stato eletto, ha una maggioranza che lo supporta, e fintanto che non commette alcun reato o che non perderà le elezioni, il problema è sostanzialmente di natura morale.

Anche in passato molte leggi sono state fatte ad uso e consumo di gruppi di potere di vario genere. Basti pensare agli ordini professionali che, dopo i referendum, avrebbero dovuto essere eliminati.

Non sto giustificando nessuno, ma solo chiarendo una differenza.

In questo caso, tuttavia, abbiamo una violazione pubblica e palese di una legge.

Ti faccio un esempio: se il Parlamento emanasse una legge che dice che i parlamentari sono esentati dal pagare qualunque tassa, persino l'IVA all'atto di acquistare qualcosa, ci troveremmo di fronte a un atto assolutamente condannabile sul piano etico ma legittimo su quello legale. Ma se, in mancanza di una tale legge, un parlamentare affermasse apertamente di evadere il fisco e la cosa venisse totalmente ignorata, allora ci troveremmo di fronte a un atto ben più grave.

Spero di aver reso il concetto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente dejudicibus

#3   09 Giugno 2005 - 00:55
 
Hai perfettamente ragione, credo che sia una situazione vergognosa, ne ho dedicato anch'io un articolo La legge anti-fumo va in fumo , e ti ho citato. Ciao.
utente anonimo

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